A chent’annos!

Edoardo Boncinelli, nel libro “Lettera a un bambino che vivrà fino a 100 anni” affida ai progressi della biologia e della genetica, la capacità di far giungere ai cent’anni, i bimbi nati ora.
Ci sono luoghi nel mondo però dove già oggi vive un numero significativo di centenari. Sono le cosiddette Zone Blu tra cui primeggia l’Ogliastra con il maggior numero di longevi, come se quell’augurio “A cheSchermata 2015-07-10 a 18.50.09nt’annos” fosse una promessa da mantenere.

Ho contattato Gianni Pes (diciamo pure che ho rasentato lo stalking) per capire qualcosa di più sui “segreti” della longevità in Ogliastra, perché questi studi viaggiano di pari passo con la prevenzione, argomento cardine de Le Amazzoni Attive.

Il fenomeno dei centenari ha occupato negli ultimi anni, titoli di Tg, quotidiani e post in rete. Così incuriosita da uno studio che nasce in Sardegna e solo dopo diventa internazionale, acquisto l’ebook “Longevità e Identità in Sardegna” per leggere oltre quei titoli che a suon di “Il pecorino allunga la vita” “Chi beve canonau campa cent’anni” mi stimolavano ad approfondire.

Prima un po’ di storia: Gianni Pes è medico specializzato in Statistica Sanitaria, diversi anni fa ha osservato con interesse dei dati sulla mortalità in alcune aree della Sardegna, risultava una media molto bassa che si traduceva in un numero importante di longevi. Così accade che qualcosa che salta all’occhio, diventa poi oggetto di studio per trovare i perché e questa ricerca spinge il Dott. Pes e la sua Panda ad attraversare la Sardegna innumerevoli volte, in una serie di viaggi da Sassari fino ai comuni del centro-est sardo.

Blue-Zone-Image-AKEA-Longevity-Study
Zone Blu in Sardegna
[fonte: http://longevitylandscapes.org/sardinia/ ]
Il risultato di questi studi viene presentato per la prima volta a Montpellier nel 1999, ad accoglierlo brusii di scettici che dubitano sulla precisione dei dati, Michel Poulain demografo è invece incuriosito, si propone di verificarli assieme al Dott. Pes. Nasce una collaborazione pluriennale accompagnata da una solida amicizia, complici i frequenti viaggi in Sardegna prima e nel resto del mondo, poi.
Sì perché gli studi, una volta verificati e confermati questa volta a “doppia firma”, vengono notati da Dan Buettner saggista americano che propone una spedizione finanziata dalla National Geographic nella regione di Nicoya, in Costa Rica.

Il termine “Zone Blu” nasce per via delle marcature usate nelle mappe a segnare i luoghi con forte presenza di centenari.

Immagine tratta dal sito https://www.bluezones.com
Immagine tratta dal sito https://www.bluezones.com

Nel mondo ad oggi, sono state individuate altre 4 zone caratterizzate  dalla longevità degli abitanti: in Giappone, in Grecia, in Costa Rica e in California.

 

Tornando ai titoli che declamavano il canonau come elisir di lungavita (complici le dichiarazioni del popolare dott. Oz), la realtà è ben più complessa e anzi, nelle zone in cui si praticava la pastorizia, vi era un consumo di vino inferiore alla media regionale; si comprende che un unico fattore non può essere determinante, lo sono invece un insieme di concause in cui la componente genetica sembrerebbe incidere ma in misura minore.

ALIMENTAZIONE

Qual era il regime alimentare? Si può dire che nella dieta tipica in questi territori, si prestava attenzione alla qualità e alla quantità degli alimenti

– Qualità: si mangiavano prodotti del territorio, un regime alimentare semplice, non eccessivamente elaborato come possono esserlo i prodotti sfornati dall’industria alimentare

«Gli alimenti principali derivavano dai cereali (frumento, orzo, raramente granoturco), dai legumi, dalle patate e dal latte.[…] non era raro il consumo di un pane di ghiande mescolato con argilla»
“Longevita e identita in Sardegna. L’identificazione della Zona Blu dei centenari in Ogliastra”
G. Pes, M. Poulain – Ed. FrancoAngeli (2014)

E ancora pane con lievito madre, ben più ricco di lactobacilli rispetto al lievito di birra; latte e prodotti caseari principalmente ovicaprini, il latte di capra rispetto al vaccino risulta più digeribile, più nutriente e con effetto ipocolesterolemizzante; il dolcificante ufficiale era il miele; le zuppe di verdure e legumi erano piatti frequenti, nelle zone montuose arricchite di patate e lardo, abbinamenti che, alla luce degli studi attuali, mostrano come l’interazione del grasso animale rallenti l’assorbimento dei glucidi presenti nei tuberi tanto da evitare il picco glicemico.

– Quantità ciò che veniva assunto come “carburante” per la giornata, veniva quasi totalmente bruciato, vuol dire che non c’era un eccessivo apporto calorico, è una sana abitudine che ritroviamo in altre Zone Blu, in Giappone si pratica l’Hara hachi bun me ovvero durante un pasto, saziarsi al massimo fino all’80%.

LAVORO E DISPENDIO ENERGETICO

L’economia in questo territorio è di tipo agro-pastorale, le attività lavorative che qui si praticano, richiedono un notevole dispendio energetico.

Comunità agraria Vs pastorale (apri)

Come spiega il Dott. Pes, l’attività fisica ha un’incidenza molto importante sul nostro metabolismo.

Con un rilevante dispendio energetico e con una buona massa muscolare, anche il metabolismo basale, cioè il consumo di calorie a riposo, tende a essere più elevato rispetto a quello di una persona sedentaria, il nostro corpo continua a bruciare anche a riposo tanto più quanto svolgiamo intensa attività.

Uno studio americano DPP (Diabetes Prevention Program) mette in luce come attività fisica e dieta possano condizionare l’insorgenza del diabete:

 

“Dieta e attività fisica (in misura maggiore) o il trattamento preventivo con metformina (in misura minore) riducono l’incidenza di diabete tipo 2 nelle persone a rischio […] La riduzione del rischio è risultata del 58% per il gruppo dieta+attività fisica e del 31% per il gruppo metformina.”

qualità della vita

Gli studi sui centenari sono un’ulteriore riprova che la prevenzione è questione multifattoriale che non deve essere minimizzata da semplificazioni: fattori ambientali, genetici ma soprattutto accompagnati da uno stile di vita che comprenda la “giusta alimentazione”, un’intensa attività fisica e, da non trascurare, il benessere psichico.
Ce lo insegnano gli anziani che in queste zone raramente conoscono la depressione, considerato che svolgono una vita sociale attiva e visto che fortunatamente vengono considerati ancora una risorsa per la comunità.

E per finire

Un ultimo consiglio direttamente dall’Ogliastra arriva dal Dott. Pes: alzarsi presto la mattina per attivare il metabolismo, è un segreto per bruciare più calorie visto che il dispendio è maggiore proprio nelle prime ore della giornata.
Se poi avrete la fortuna di ammirare l’alba di Baunei, ogni fatica di lasciare presto il letto, verrà ricompensata colmandovi lo spirito.

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