Catturare l’anima

scarCicatrici! Quei segni difficili da cancellare. Lo sa chi le porta sulla pelle e chi se le trascina con sofferenza nell’anima.

Come tradurre questo dolore in un’immagine che possa riassumere ciò che difficilmente si esprime in poche parole.

“The Scar Project” è il progetto voluto qualche anno fa dal fotografo David Jay quando nel 2006 una sua modella e amica, scoprì di avere un tumore al seno: “Mi occupo di moda e mai avrei pensato di scattare foto simili. Ma poi la mia amica Paulina si è ammalata a soli 29 anni. Nel giro di due settimane aveva subito una mastectomia. Una ragazza bella, forte, giovane che avevo fotografato tante volte ora soffriva davanti ai miei occhi. Quando mesi dopo Paulina è tornata a fare yoga il suo body sottolineava l’assenza del seno. Lì ho capito che dovevo fotografarla per dare voce alla mia tristezza nel vederla soffrire. Poi pian piano sono entrato in contatto con tante donne che avevano vissuto la stessa esperienza. Insieme a loro abbiamo deciso di scattare queste foto per far capire le conseguenze del Tumore al seno. Nella nostra società il cancro al seno viene celato dietro un nastro rosa, dietro iniziative che sembrano quasi voler commercializzare il male. Molte donne mi hanno chiesto di mostrare la realtà. Di mostrare i loro corpi segnati”

“Il Tumore al seno non è un nastro Rosa” questo è il motto e la filosofia del progetto The Scar (cicatrice in inglese)

Si dice che gli Indiani d’America non amassero farsi fotografare perché temevano che si potesse rubare l’anima. David Jay non ha rubato, ma di sicuro riesce in questa serie di scatti, a suscitare emozioni forti e contrastanti in chi le guarda, rappresentazioni terribili e belle, nude di una nudità profonda.

Per dirla con parole di Edmund Burke sono immagini sublimi, intendendo per Sublime “ciò che ha il potere di costringerci a fare qualcosa e di distruggerci”; quello che vediamo nei volti e nei corpi è la vita stravolta in ognuna di loro, è come rivivere le loro tappe sentendo il terreno cedevole mentre avanziamo ma senza darci per vinte e i loro sguardi ci mostrano anche l’orgoglio di aver portato avanti questa battaglia.

 

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